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PALLAVOLO U14 e ALLIEVE - CALENDARI DEFINITIVI

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26 Ottobre 2014

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25 Ottobre 2014

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25 Ottobre 2014

GIUDICE SPORTIVO

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22 Ottobre 2014

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19 Ottobre 2014

AGGIORNAMENTO REGOLAMENTO PALLAVOLO

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16 Ottobre 2014

CORSO REFERTISTI PALLAVOLO

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Lunedì 27 ottobre alle ore 20.30 presso la sede ... Leggi tutto

16 Ottobre 2014

SANZIONI DISCIPLINARI ONLINE

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11 Ottobre 2014

Risultati di ieri
PARUZZARELLO-REAL CRUSNAL1-252Calcio a 7 Open Girone E1
CAPPUCCINA-LA BUCA STRÀCA3-554Calcio a 5 Open1
SUPERMERCATI SIGMA - B&...-INTERNACIONAL DE TOFALEGRE4-1354Calcio a 5 Open1
VOLLEY 02-AS. SPORTING COQ0-3(11-25 17-25 23-25 - - )55Pallavolo Mista Open1
ilpuntoDelrio, Malagò e l’investimento nelle politiche educative e sociali dello sport

Teoricamente buone notizie, anzi ottime. Alla Farnesina si sono riuniti i ministri con delega allo sport della Comunità europea. L’Italia era rappresentata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, che lo sport di base lo conosce davvero perché ha fatto l’allenatore in una piccola società sportiva di parrocchia per molti anni. Non a caso egli ha messo subito le cose in chiaro, dichiarando che il governo farà di tutto per garantire al Coni il finanziamento attuale, senza operare tagli. Delrio ha, però, aggiunto che è dentro il bilancio del Coni (438 milioni nel 2013) che bisogna rivedere le cose, mettendo più soldi sui capitoli che riguardano la scuola, la promozione sportiva, le società sportive di base, lo sport come fattore di rilevanza educativa e sociale. Detta così sembra una cosa banale, invece è una proposta “rivoluzionaria”. A che cosa servono i soldi che lo Stato, attraverso il Coni, spende per lo sport italiano? Quali sono le priorità ? Conta di più provare a vincere medaglie o far crescere la promozione sportiva in questo Paese? Le società sportive di base devono rassegnarsi ad essere “cenerentola “ o possono puntare ad essere “centro” del sistema sportivo italiano? La nostra posizione è nota: siamo per evitare facili demagogie e per dire che servono equilibrio e buon senso.


Sport di vertice e sport di base sono le due gambe del sistema sportivo italiano. Solo se tutte e due sono “in salute” lo sport può camminare (o correre) con passo spedito e dare il meglio di sé. Di più. Sono due gambe che devono sostenersi a vicenda, partendo dall’idea che hanno la stessa dignità e la stessa importanza. Teoricamente quasi tutti sono d’accordo, ma il problema nasce quando queste affermazioni devono trovare concretezza nelle scelte di bilancio. Ed è lì che Delrio è entrato nel merito. Occorre che nel bilancio del Coni risulti evidente l’investimento sullo sport di base, come strumento di educazione alla vita e di rilevanza sociale per il Paese. Al presidente Malagò non mancano sensibilità e coraggio.

Mai come oggi il Coni ha “sposato” una filosofia attenta a premiare i valori e la valenza sociale dello sport. Qualche esempio?

L’impegno per un progetto nazionale sport e carcere; la giornata nazionale “fratelli d’Italia” sul tema dell’integrazione; il progetto per aprire una società sportiva in tutti i piccoli comuni d’Italia. Ma sono solo esempi di una sensibilità che è molto più grande. Basta guardare il programma del presidente Malagò per questo quadriennio per rendersi conto che tra le priorità le politiche per valorizzare lo sport di base ed i valori dello sport ci sono eccome. Bisogna anche dire che il sistema sportivo italiano deve definitivamente superare la concezione della concorrenza tra Federazioni ed Enti e valorizzare ogni componente per il carisma che ha. Ed è evidente che su alcune politiche gli enti di promozione possono portare un contributo immenso per storia, competenze e sensibilità.

Ecco allora la nostra speranza, che diventa però un appello di responsabilità. In due ruoli chiave del governo e dello sport italiano ci sono due persone, Delrio e Malagò, che credono davvero nelle valenze educative dello sport. A loro spetta il compito di non perdere un appuntamento con la storia. È tempo di scelte coraggiose, di investire davvero nelle politiche educative e sociali dello sport portandole fuori dalle periferie del bilancio del Coni. È tempo di fare in modo che lo sport dia il meglio di sé stesso. Noi abbiamo fiducia.
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